mercoledì, novembre 22, 2006

Il Tempo guarda e passa

...sempre più veloce, sempre meno attendista. Il Tempo non rallenta un attimo. Eppure Noi siamo sempre più in ritardo. Intendo che le tappe "importanti" che segnano la nostra vita vengono sempre più posticipate. Questo è determinato da tanti fattori, l'incertezza principalmente. Ma molto credo sia imputabile all'incremento di uno stadard di vita più che altro mentale. Forse è un alibi per non mettersi in gioco per non rischiare, per non incorrere in un fallimento e "scoprire" che possiamo sbagliare. Per paura di non riuscire a tirasi più su. Cosa vedo se mi guardo intorno? Donne che hanno il loro primo figlio a trenta e passa anni, Uomini che non vanno via di casa prima dei trent'anni. Coppie che si sposa intorno ai 30. Sicuramente questo allungamento delle tappe è dettato dalla speranza di vita notevolmente superiore però da un lato mi preoccupa perchè stiamo invecchiando sempre di più e una volta che il tempo è passato non si torna più indietro. Aldilà dell'ultima frase fatta ci penso seriamente...penso a me a cosa farò se mi "omologherò" senza rendermene conto o convincendomi che non c'è problema, o riuscirò a fare quello che vorrei ovvero "essere giovane" e impegnarmi seriamente nella vita, nelle sue prove e nelle sue difficoltà.

11 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Siamo noi a recitare un ruolo e scegliere una maschera...la cosa più grave è che recitiamo così bene che ci dimentichiamo che erano solo ruoli e maschere e finiamo per convincerci.
Tenere a mente questo e non prendersi mai troppo sul serio può aiutare a contrastare questa cosa.
...E' la domanda il nostro chiodo fisso, cos'è Matrix?...

9:50 PM  
Blogger Antoine Doinel said...

all'ultima domanda rispondo facilmente...è un film :P

Mentre per quanto riguarda la questione della maschera non capisco. E' una mascnhera che molte persone (dati alla mano) non si sposano prima dei 30 e hanno figli dopo i 30 anni? Più che altro mi sembra una consuetudine dovuta da numerosi motivi alcuni positivi altri negativi ma che in linea di massima portano ad un esito negativo, credo.

11:42 AM  
Anonymous Anonimo said...

Non è solo un film :P
Hai ragione a prima vista non centrano le maschere, in realtà se guardi bene però centrano eccome. Chiunque in vari momenti della vita si trova a dover scegliere un ruolo e recitarlo, è abbastanza normale finchè ne restiamo coscienti..ma quando ci identifichiamo (praticamente tutti) facciamo diventare reale e scontata quella recita diventando in tutto e per tutto quel personaggio. Noi non siamo il nostro lavoro, non siamo le nostre amicizie o i nostri hobby, noi non siamo la società. Dove voglio arrivare? Al fatto che lasciandoci trascinare dall'andazzo della società e identificandoci in essa automaticamente perdiamo la nostra unicità, la nostra consapevolezza di esistere e decidere autonomamente. Mi collego alla tua domanda, cioè se riuscirai a non omologarti senza rendertene conto...Il problema dello slittamento delle età come dici può essere un bene come un male, forse come dici più un male dato che siamo portati a pensare "beh c'è tempo lo farò"..in ogni caso è un fenomeno sociale che sta avvenendo causato da molti fattori come giustamente hai detto.
Il punto qual'è? Sempre lo stesso, è questione di consapevolezza, e ovviamente di scelta. Per restare integri e non omologarsi bisogna allenarsi a percepirsi consapevolmente senza dar per scontato nulla e continunando a porsi La Domanda...solo in questo modo restiamo noi stessi e i fenomeni sociali diventeranno un bel film da guardare senza restarne troppo coinvolti. Pensa alle domande che si fanno i bambini, loro vogliono sapere tutto, vogliono capire tutto...noi abbiamo scordato questa spinta per paura di scoprire cose che abbiamo nascosto e fanno male. In realtà dovremmo ritrovarla...è il motore della vita! Pensa alla canzone dei Dave Matthews Band - Dancing Nancies, (http://www.lyricsfreak.com/d/dave+matthews+band/dancing+nancies_20036559.html) in tutta la song continua a chiedersi chi è e perchè non sarebbe potuto essere chiunque altro. Spesso a domande così profonde e esistenziali non ci si deve aspettare una risposta...quello che succede ponendosi queste domande è un aumento della presenza, della consapevolezza nel "qui ed ora".

10:58 AM  
Anonymous Anonimo said...

Molto bella l'ultima risposta! Sono pienamente d'accordo, la realizzazione di se stessi deve essere una priorità assoluta, e se viene a 10 anni o a 30 che ti frega? L'importante è affrontare la cosa serenamente senza farsi prendere dall'angoscia del tempo che passa... Con questo non intendo dire che non si debba considerare il fattore cronologico, però non dev'essere l'unico determinante, ne va della nostra felicità. La maturità è fatta di esperienza e autocoscienza dei propri limiti, e valorizzazione delle proprie qualità, quindi se vuoi veramente fare una fine migliore (che poi chi ti dice che lo sia) di coloro che critichi (ma che magari sono felici e realizzati) dovresti cercare di fare un lavoro interiore profondo e non solo limitarti da una parte a registrare gli episodi negativi che ti vedono coinvolto in prima persona e giustificarli e dall'altra arricchirti di ciò che nel bene o nel male ti mette nella condizione di pensare (e magari soffrire o essere felice).

10:08 AM  
Blogger Antoine Doinel said...

io sto cercando di riacquistare il mio equilibrio...che prima di ora più che reale era superficiale...sto facendo dei passi interessanti. Ora io non stavo criticando, prendo atto di un "fenomeno" che è manifesto...per ragionarci sopra. Forse mi sono espresso male ma nel "riportarlo" non volevo parlare della realizzazione personale (almeno non direttamente) ma di un "comportamento" che si è instaurato nel nostro subconscio. io credo che per quanto riguarda la questione di un figlio (per esempio) siano pochi quelli che dicono chiaramente:"non voglio avere un figlio" e siano molti che invece non ci pensano, sorvolano sulla questione, perchè la nostra testa è impegnata e bombardata da tante e spesso futili cose. E' come sei la maggior parte delle cose che ci circondano ci "addormentino" la testa, ci spostino l'attenzione su altro spacciandolo per importante quando non lo è veramente. Un esempio è la televisione, ma io sono uno dei primi a dire che non è "cattiva" in se ma ciò che fa la differenza è la testa di chi la guarda tuttavia ultimamente comincio a pensare che questo non basti più per, in questo caso, non essere "contaminati".

10:53 AM  
Anonymous Anonimo said...

Ragazzi, volete un consiglio da uno che c'è già passato per questi sentieri impervi? No? Ve lo dò lo stesso, è gratis.
Smettetela con le menate, vivete la vostra vita spericolata come vi pare, non fatevi mancare nulla e, una volta raggiunta la sazietà psicologica, (meglio verso i 45 anni) sposatevi con una trentenne e fate un figlio /due.
Sarete ottimi padri, ottimi mariti, felici e appagati.
Sicuramente più giovanili e briosi di tanti altri...
Un lampeggio ai motociclisti, se leggono questo blog.

11:47 PM  
Anonymous Anonimo said...

Uhm...la fai parecchio facile ;)


P.S. Cito una frase di flash che ha centrato il punto molto bene:
>>E' come sei la maggior parte delle cose che ci circondano ci "addormentino" la testa, ci spostino l'attenzione su altro spacciandolo per importante quando non lo è veramente<<

Flash, sei sull'onda giusta, non scendere :)

12:04 AM  
Anonymous Anonimo said...

VENTIQUATTROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!! :D

10:50 AM  
Anonymous Anonimo said...

Flash,
non cadere nel trappolone del tipo "impegnarmi seriamente nella vita, nelle sue prove e nelle sue difficoltà".
Quando ho deciso, intorno ai 32 anni, che per me e per la mia spensierata (fino a quel momento) vita fosse il momento di "impegnarmi seriamente nella vita" sono entrato in un tunnel dal quale sono uscito solo 13 anni dopo.
Parlo di vita emotiva e di ruolo familiare: per il lavoro non mi sono mai posto il problema perchè, per quello, sono nato già serio e responsabile.
Lascia che la vita ti scorra attorno come se tu fossi in una galleria del vento, e non forzare le scelte in funzione di una dannatissima etica cattolico borghese della "responsabilità" del "dovere" e della vita "sangue, sudore e lacrime". Non è questo che segna l'età adulta, bensì la tua capacità di essere responsabilmente sereno. Ascolta doctor_html ;-)

11:28 PM  
Anonymous Anonimo said...

In questi termini sono d'accordo con te, rimanere legati a etiche sociali o peggio ancora dogmatiche è il modo peggiore di buttare la vita, la libertà, e i propri anni.
Quello a cui tendo io è la vera Libertà e la consapevolezza interiore...quanta gente può davvero dire di essere Libera e consapevole?
Questa è la domanda che ognuno dovrebbe farsi in maniera completamente onesta. Il bello è che viviamo intrappolati dalla nostra personale idea del mondo e di noi stessi...che sembra così coerente finchè qualcosa non si incrina...e da li in poi cominciano i casini...Si comincia a capire che non eravamo davvero così consci di noi, e cominciamo a chiederci che se viene meno questa certezza chissà quante altre certezze perdono stabilità...
Quanto a fondo volete andare nella tana del bianconiglio??

12:33 AM  
Blogger Antoine Doinel said...

qui si va sul "complesso" attualmente i miei problemi sono di autovalutazione di come sono , di come mi comporto...qua mi si dice che bisogna lasciare che le cose scorrano via...ed in effetti che lo si voglia oppure no è questo che accade. Però è chiaro che quando si ha una certa età (wendy non ti arrabbiare e sfondarmi la porta del bagno con un'ascia:P) è chiaro che alcune cose si riescono ad "analizzare" con più serenità, mentre per dire nel punto in cui mi trovo ora non è così liscia la cosa. Ma penso che sia un po' comprensibile. Tuttavia non posso neanche prenderla così in libertà. Io non sono schiavo di regole morali o perbenismi, perchè non ci credo e perchè sono un'aberrazione della realtà. Resta il fatto che "stando" in mezzo alla gente bisogna prestare attenzione a ciò che si fa e si dice, è un attimo incrinare un rapporto.
no?

9:05 AM  

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