
Non so quanti di voi abbiamo visto questo film, e soprattutto quanti di questi abbiano commentato questa pellicola in maniera negativa!
Da quello che sento in giro dico molti.
In questa circostanza tendo a distinguermi nel senso che reputo che un film come quello sia molto intimo, frutto di un'attenta riflessione da parte di una persona molto sensibile. Ho sempre stimato le opere di Shymalan perchè in ognuna c'è un tema di fondo profondo. Ma non profondo in senso dogmatico, tutti sono capaci di fare un film su un tema importante, ma pochi riescono a farlo, facendo capire che è qualcosa che hanno dentro e che li fa pensare.
Pochi riescono a comunicare sul grande schermo che quello che rappresentano è un loro modo di esprimersi, per condividere i loro turbamenti, le loro riflessioni, la loro voglia di meditare e raggiungere degli obiettivi personali di soddisfazione intellettuale/spirituale.
Shymalan riesci benissimo in questo. Qualcuno di voi per meditare, pensare, ragionare avrà una sua forma preferita. Chi ha bisogno di parlare per ore con una persona di fiducia, chi di scrivere lunghi post in un forum speciale, chi di scrivere delle lettere ad un amico lontano, chi di parlare con i genitori ecc. ecc. credo che Shymalan abbia bisogno di fare i film.

Dal punto di vista tecnico/artistico non posso che elogiare ulteriormente lo stile di Shymalan, in tutte le sue opere non posso che ravvisare una cura tecnica e una finezza fuori dal comune! Ma devo notare che quest'accuratezza e la genialità è esplosa proprio nelle sue ultime 2 fatiche (guarda caso meno apprezzate dal grande pubblico) "Lady in the water" una vera e propria fiaba contemporanea dal tema molto delicato della convivenza e spirito di condivisione con le diversità umane, anche quelle scomode. "e venne il giorno" thriller disturbante da quanto disarmante, lo spettatore è posto davanti ad uno spettacolo che non concepisce attenuanti. Siamo di fronte a l'ineluttabilità degli eventi. Ma non c'è la comodità di avere un nemico, un alibi, una spiegazione. Siamo soli contro noi stessi! Rispondiamo solo delle nostre azioni. (mi viene da fare un parallelismo con i podisti, coloro che si misurano con il loro corpo, ma soprattutto con la loro mente. Se non riescono a raggiungere il loro obiettivo hanno fallito e non ci sono attenuanti! Siamo soli con i nostri limiti che sono li per essere superati o raggiunti ma dipende solo da noi). L'inquietudine del regista pare quella che l'umanità possa arrivare fino ad un punto talemnte estremo che saremo noi con le nostre mani a liberare il mondo dalla nostra ingombrante presenza.
Bene, questo film è questo e molte altre cose, ma come dico sempre ciò che fa la differenza tra un film "inutile" e un film che verrà ricordato è il come si mette in scena l'opera. Ebbene Shyamlan è un vero genio in questo (più che mai reputo che sia di un intelligenza Hitchcockiana) non ci sono storie o generi banali, tutti possono essere dei capolavori se messi in scena con genialit

à

. (vedi Kubrick che ha spaziato in tutti i generi con i risultati da tutti conosciuti)
Per cui Shymalan riesce ha rappresentare la pura inquietudine e tensione che si nasconde nei più reconditi angoli dello spirito umano. Quell'inquietudine che ci fa sentire gli esseri più deboli e fargili della terra, che non vogliamo guardare per paura di rimanere attoniti e inermi, di scoraggiarci a tal punto da smettere di vivere.